Se inizierò a parlare di amore e stelle, vi prego abbattetemi”.
(C. Bukowski)

Popolari e profondi, divertenti e irriverenti, crudi e fortemente poetici, questo dicono di noi. Nel nostro lavoro abbiamo deciso di stare su quel fragile confine dove, all'improvviso, tutto può inevitabilmente risolversi o precipitare, provando a fotografare un’umanità socialmente instabile, carica di nevrosi e debolezze, attraverso un occhio sempre divertito e, soprattutto, innamorato dei personaggi che racconta.

 

PER UN TEATRO POP

“Ha futuro il nostro teatro? E che futuro avrà?
Siamo pronti a contaminarci con un nuovo immaginario, avere il coraggio di togliere di mezzo l’Amleto, ma al tempo stesso conservare la volontà di raccontare un mondo pericoloso, “medioevale” e cupo dove i regnanti non avevano altro da fare se non orge continue e tramare l’assassinio dei propri simili. Un mondo che per molti aspetti ci ricordi il nostro (…) forse, però l’attitudine migliore è quella di ridere.
Abbiamo perso qualcosa di Aristotele attinente al riso. Il riso fa bene. Provatelo.”

(Renato Nicolini)

Da sempre vogliamo parlare agli spettatori, portare tanto e nuovo pubblico a teatro, mostrare che si può parlare di temi contemporanei, emozionando e divertendo senza rinunciare alla poesia.

Il nostro è un teatro che pensa allo spettatore fin dalla sua scrittura, con storie profondamente radicate nell’immaginario collettivo, che desiderano innescare riflessioni sul presente e indagare i nodi cruciali della nostra esistenza.

Un teatro semplice, ma mai banale, popolare, ma non commerciale, stratificato e accessibile a più livelli, che ha il solo scopo di generare umanità grazie alla sua fisiologica capacità di creare una comunione sociale, accorciare le distanze tra gli individui all’interno di una comunità.

In questo senso lo definiamo Teatro Pop, o popolare, come in fondo lo è sempre stato nei momenti più alti della sua storia, ogni qual volta abbia assolto alla sua funzione più nobile: stabilire un contatto concreto con quello che è il suo interlocutore per definizione, ovvero il pubblico. L’unico a cui dobbiamo render conto ogni sera, affinché ciò che facciamo, si esprima nel modo più onesto possibile ed elevi il teatro, come amavano definirlo i greci, a esercizio della democrazia.

 

LA COMMEDIA UMANA
DELLA CONTEMPORANEITÀ

“La semplicità in letteratura è complicatissima da raggiungere, mentre non c’è niente di più semplice che scrivere complicato.
Pe me termini come “leggero” e “divertente”, sono apici assoluti dell’elaborazione, quindi tutt’altro facili da ottenere”

(I. Calvino)

Nelle desolate e dimenticate periferie interiori delle nostre storie proviamo a far emergere ferite familiari lontane, drammi odierni, fatti di cronaca, solitudini incolmabili e felicità inesistenti. Raccontiamo spesso gli “ultimi”, i perdenti, i meno accettati dalla società, mescolando generi, fondendo l'ironia con la tragicità, il divertimento al dramma, in una continua escursione fra la realtà e l'assurdo, fra il sublime e il banale.

La comune mancanza d’amore dei nostri protagonisti porta spesso i loro dialoghi all’eccesso e a un’isteria quasi scomposta, evidenzia gli aspetti tragicomici di esistenze imprigionate nell’incessante ricerca di stabilità e affetto.

In questo senso, ad ogni spettacolo, cerchiamo di compiere un piccolo passo nell’impossibile, gettando i nostri personaggi in un’arena tragica, esasperata, al limite della credibilità. Storie spinte all’assurdo ma che in realtà attengono profondamente al nostro quotidiano.

Crediamo che ci sia la necessità di indagare la frenesia di un mondo che non ti dà tregua, dove le parole si affollano l'una sull'altra perdendo spesso il loro significato. L’intento principale della scrittura è quello di usare l’eccesso e il turpiloquio per svelare, più che la violenza e la provocazione, un’imprevedibile delicatezza, per raccontare quella feroce commedia umana della contemporaneità.

LA NOSTRA STORIA

"Carrozzeria Orfeo: un nome che nasce dalla contrapposizione di parole tra loro molto diverse.
La concretezza di una carrozzeria e il simbolo dell’arte. La fatica del mestiere, il sacrificio e la manualità dell’artigiano,
e allo stesso tempo la volontà di vivere un’esperienza onirica.”

Diplomati all’Accademia d’Arte Drammatica “Nico Pepe” di Udine, Massimiliano Setti e Gabriele Di Luca, insieme a Luisa Supino, costituiscono nel 2007 la compagnia Carrozzeria Orfeo, di cui sono autori, registi ed interpreti dei propri spettacoli, dei quali curano anche la composizione delle musiche originali.

 

biografia completa   –   10 anni di Carrozzeria Orfeo

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