Dopo Miracoli Metropolitani, Carrozzeria Orfeo debutta con Stupida Show! (Capitolo 1 – Cattivi pensieri), un monologo di stand up comedy scritto da Gabriele Di Luca. In scena Beatrice Schiros, protagonista dei grandi successi di Carrozzeria Orfeo, una delle artiste più acclamate del teatro italiano, dotata di una comicità imprevedibile e irriverente, prototipo della donna determinata e senza peli sulla lingua, dell’artista che si è fatta da sola e che da sempre è in grado di mettere all’angolo anche gli uomini più tenaci…

 

In Stupida Show! sarà una cinquantenne sola e in guerra con la vita, alle prese con un corpo in declino, un’affettività traballante e sogni irrealizzabili ma in grado di trasformare le sue ferite e i fallimenti in una comicità travolgente spinta verso l’inconfessabile, dove il destinatario del suo dialettico atto terroristico sarà il suo primo avversario naturale: l’amore. 
Stupida perché racconta il viaggio di una donna da sempre irrisolta, buffa nelle sue grottesche contraddizioni, apparentemente condannata a inciampare negli stessi errori e nelle stesse trappole della vita. Ma “Stupidi”, in fondo, siamo tutti noi, nella nostra limitatezza e finitezza di fronte ai fallimenti e alle fragilità che ci perseguitano. 

Cattivi Pensieri chiarisce meglio il grande intento dello show: accompagnarci nell’indicibile dei nostri piccoli inferni personali per dare voce alla follia e alle frustrazioni che ci abitano, ma non abbiamo mai avuto il coraggio di confessare a nessuno. Beatrice Schiros non incarnerà quindi il ruolo della tenera eroina, vittima di un mondo crudele, non sarà la donna da compatire, ma, anzi, da temere. Una sorta di ‘antieroe’ per eccellenza che ci svelerà i vizi, i lati oscuri e la follia di chi nella vita ha sempre inciampato malamente, di chi è stufa di sopportare e ora ha voglia di dircene quattro.


NB: Spettacolo non adatto ad un pubblico di età inferiore ai 14 anni.

 

APPROFONDIMENTI

Note di Regia

Stupida Show! (Capitolo 1 – Cattivi Pensieri) si costruisce intorno a una domanda fondamentale: quali temi ha il compito di indagare la comicità oggi? E quali sono gli aspetti più scomodi del nostro presente che vale davvero la pena raccontare, in grado di offrirci una nuova e diversa chiave di lettura sulla realtà?

In un tempo di generale smarrimento come quello in cui viviamo, pieno di retorica, slogan, proclami populisti, ipocrisia, divisioni sociali, disonestà intellettuale e finzione, dove l’indagine di alcune tematiche e l’uso di un linguaggio senza filtri vengono condannati da una certa opinione pubblica perbenista, sembra davvero di vivere in un Truman Show. Una comicità, a nostro avviso, dissacrante, che vuole gettare luce sulla realtà e abbattere il muro della retorica, può dare il suo contributo nell’indagare l’essere umano e la società contemporanea, offrendo la possibilità di metterci in discussione senza preconcetti e finti perbenismi.

Note di Drammaturgia

Nel solco di una tradizione, soprattutto, anglosassone, dove spesso il comico di stand up comedy interpreta un testo scritto da un autore, Gabriele Di Luca lo scrive per Beatrice Schiros indagando una moltitudine di temi che appartengono sempre più alle urgenze dell’intera collettività quali: differenze di genere, femminile/maschile, maternità, sessualità, famiglia, potere, solitudine, violenza, uso/abuso dei social network, egoismo, individualismo, tensioni sociali. Uno spettacolo per cuori coraggiosi.

A causa del linguaggio e dei contenuti scomodi, in Italia la stand up comedy – la forma espressiva più irriverente della comicità, caratterizzata da un linguaggio eccessivo dove il presupposto fondamentale è la narrazione di un punto di vista alternativo, spesso dissacrante, rispetto alla realtà che ci circonda, – ha sempre faticato a trovare un suo spazio. Oggi però assistiamo alla nascita di una nuova generazione di comici e di spettatori desiderosi, al contrario, di una narrazione più onesta e senza censure. Il perbenismo, il politicamente corretto e la facile morale, nella stand up comedy sono banditi, perché nelle premesse fondamentali di questo genere non c’è la volontà di rassicurare o intrattenere, ma il desiderio di aiutarci a rompere il mondo con un pugno, distruggere a suon di risate il meraviglioso ma finto set di cartone nel quale ci sentiamo imprigionati, per svelare la vera realtà dietro ad esso.

Crediti

Drammaturgia Gabriele Di Luca
Con Beatrice Schiros
Regia Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti

Uno spettacolo di Carrozzeria Orfeo
coprodotto da Carrozzeria Orfeo, La Corte Ospitale, Accademia Perduta – Romagna Teatri, Fondazione Campania dei Festival – Campania Teatro Festival

Estratti stampa

 

 

 

PROSSIME DATE