Nuvole Barocche


1979: l’estate dei grandi sequestri. In scena sono Nico l’anarchico, Beppe l’alcolizzato, Pier l’emarginato, tre teppistelli sbandati e balordi, in cerca del colpo che cambia la vita. Nel chiuso di uno squallido scantinato di una qualsiasi periferia metropolitana, progettano il rapimento di un bambino, puntando lì le carte sbagliate di un possibile riscatto, ma finiscono solo per implodere in un feroce gioco al massacro a tre e per azzerare ogni orizzonte di futuro. La disillusione, il rapporto con la loro infanzia, l’amicizia ormai tramutata in qualcos’altro e la perdita della loro innocenza, sono temi che dominano i dialoghi. Quasi un noir, sullo sfondo storico dei violenti anni ’70, poco prima dei rampanti e ottusi anni ’80. E sull’eco allusiva del sequestro vero, nel 1979, di Dori Ghezzi e Fabrizio De André, indimenticabile musicista-poeta, autore dell’album omonimo da cui è ripreso il titolo dello spettacolo. E come le nuvole gonfie minacciano di squarciarsi in pioggia, così esplodono le anime di Nico, Beppe e Pier, perdenti nella vita e perduti dentro di sé.

drammaturgia e regia Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti, Luca Stano
collaborazione alla regia Alessandro Tedeschi
con Fabrizia Boffelli, Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti, Luca Stano
costumi e organizzazione Luisa Supino
luci Diego Sacchi
foto di scena Anna Camerlingo e Toty Ruggieri (per gentile concessione Rai Centro di Produzione TV di Napoli)
produzione Carrozzeria Orfeo / Questa Nave
collaborazione alla produzione Centro RAT – Teatro dell’Acquario
con il patrocinio della Fondazione Fabrizio De André

Menzione speciale della giuria alla 4a edizione del Premio Tuttoteatro.com “Dante Cappelletti”

“Intenso lavoro di invenzione e movimento, realizzato da tre giovani attori che formano un corpo solo, per una drammaturgia del sequestro, tra microcriminalità e disperazione urbana”.
Roma, Teatro India, 9 dicembre 2007

Menzione speciale della giuria al Premio Nuove Sensibilità del Festival Teatro Italia – 2008
“Per aver esplorato la fusione di linguaggi diversi nell’indagine di un’epoca stratificata con la fine degli anni ’70”.
Napoli, Nuovo Teatro Nuovo, 20 giugno 2008

Nico: Voglio qualcosa di buono…
Pier: Anche io ho un po’ di fame.
Beppe: Non c’è più niente da mangiare.
Nico: Voglio qualcosa di buono dalla vita.

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