Critica – Thanks for Vaselina

[…] Sembrava che in materia di linguaggi volgari e grotteschi, farse devastanti e un po’ tenere, e malvagità brutali ma pure tragicomiche, la scena contemporanea fosse debitrice solo ad autori (importati da noi) di area britannica e irlandese come Martin McDonagh, Mark O’Rowe, Robert Farquhar o Owen McCafferty, con un pensiero grato al nonsense nero dell’antesignano Joe Orton, e a contributi per esempio del cinema di Almodóvar o Loach. Ora il richiamo a una società o comunità semiviolenta, marginale, abusiva, non ortodossa e tuttavia umana e risibile si fa strada anche da noi, stando al quadro estremistico e buffo che la Compagnia Carrozzeria Orfeo, nata nel 2007, già artefice di un buon trittico su nuovi vizi e dipendenze, compendia nel lavoro Thanks for Vaselina, sottotitolo ‘dedicato a tutti i familiari delle vittime e a tutte le vittime dei familiari”, spettacolo coprodotto da Pontedera Teatro e battezzato al Festival Internazionale di Andria Castel dei Mondi […] La drammaturgia di Gabriele Di Luca dà luogo a una scrittura aspra, infame e volutamente banale che suscita uno strano umorismo da soap. Ci sta benissimo, a un certo punto, come entr’acte fisico e surreale, un concerto di tazze e cucchiaini da caffè (rottura che potrebbe anche altrove, in varie forme, costituire un’utile variante sublime ai dialoghi barbari) […] Questi qui sono la Carrozzeria Orfeo, ruvidi come la manualità d’una officina, genuini come una proiezione mitica.
Rodolfo Di Giammarco, La Repubblica

[…] Encomiabile la prestazione degli interpreti, i tre sunnominati più due donne, Beatrice Schiros superlativa come la madre dalla foga inarrestabile, e Francesca Turrini che sfrutta molto spiritosamente la sua taglia extralarge.
Masolino D’Amico, La Stampa

[…] E’ un affresco feroce sull’ipocrisia e sui paradossi della società contemporanea, con dialoghi serrati, ritmi sincopati, linguaggio acre, disadorno, a volte osceno, in un esistenzialismo da taverna dove ogni desiderio è fallimento e la collettività sfrutta le insicurezze. Ma dove affiora prepotente il bisogno di riscattarsi, di amore e felicità, di riconciliazione, la speranza del credo religioso, come una corda sempre tesa fra cielo e bassifondi in uno spalancarsi di abissi.
Sabina Leonetti, Avvenire

[…] Un testo, ovviamente politicamente scorrettissimo che trova in un grottesco irrispettoso ed esagerato il modo per fotografare deserti dell’anima, solitudini e abbandoni. Lo scoppiettante succedersi delle parole e degli eventi trova il contraltare nella regia altrettanto vertiginosa che può contare su una serie di efficacissimi interpreti […] uno spettacolo godibile e travolgente e gli attori reggono, costantemente ‘in parte’ e provvisti di inesausta energia. Un bel risultato che fa centrare a Thanks for Vaselina la non semplice ambizione di poter rappresentare – in maniera certo pericolosa ma né retorica né banale – la dolente mostruosità del nostro mondo.
Nicola Viesti, Hystrio

[…] Una pièce straordinaria che riesce a raccontare, col linguaggio franco della quotidianità, le dinamiche di una famiglia (mica tanto) speciale. In scena Carrozzeria Orfeo, col nome in bilico tra artigianato e mito. Questi cinque geniacci sono bravi del loro e si costruiscono su misura i ruoli come vestiti attillatissimi. Assolutamente da vedere.
Sandro Allegrini, Corriere dell’Umbria

[…] Testo oscillante tra l’ironia di Almodóvar e la denuncia sociale in stile Ken Loach, con rimandi cinematografici che, inevitabilmente, vanno ad alcune tra le pellicole più interessanti degli ultimi anni per temi e trattazione. Dialoghi serrati, zero ipocrisia, ritmi sincopati, contenuti forti e mai banali: un affresco della nostra società contemporanea, insieme feroce e tristemente autentico. Un testo di cui si sentiva il bisogno. Nessuna sbavatura e tante possibilità di trasformare questo primo atto in uno spettacolo geniale, che potrà lasciare il segno nella Stagione teatrale 2013.
Simona Maria Frigerio e Luciano Ugge, Persinsala.it

[…] Ultima fatica della Compagnia Carrozzeria Orfeo, alle prese con una storia di ordinaria follia che sembra una soap opera, dal sapore cine-televisivo dai ritmi incalzanti e con una dote singolare: fa divertire. […] Gabriele Di Luca, autore anche della drammaturgia scritta con efficacia e dono di sintesi nei dialoghi, da sembrare pallottole che sibilano nell’aria, è anche un bravissimo interprete e co-regista (la regia è firmata da tutto il gruppo), e si muove in scena con assoluta padronanza insieme a Massimiliano Setti, Beatrice Schiros, Alessandro Tedeschi e Francesca Turrini, tutti efficaci nel tratteggiare con ottime doti da caratteristi il loro ruolo. Sospeso tra il reale e il surreale, spiazzante e onirico, il lavoro di Carrozzeria Orfeo, visto ancora in via di studio e preparazione, risulta esilarante, drammatico quanto malinconico […] Potrebbero essere i nostri vicini di casa senza sapere nulla di cosa accade dietro la loro porta. Spettacolo tra i più originali visti in questa stagione estiva festivaliera e meritevole di essere seguito nel suo debutto nazionale.
Roberto Rinaldi, Rumor(s)cena

[…] Questa storia funziona perchè nella sua surrealtà è tragicamente reale, racconta un tempo di espedienti e delusioni, abbandoni e solitudini, e di situazioni in cui il giovane pusher prova a rifilare a qualcuno l’inculata che la vita ha molto tempo prima rifilato a lui […] E penso a fine recita, bevendo una birra con amici dal kebabbaro di Viale Mac Mahon, che in fondo, specie per le giovani compagnie come Carrozzeria Orfeo, fra le poche dal 2008 ad oggi a non essere implose (o esplose) di intellettualismi e pippe fashion, inserti video, trucco colato e tacchi 12, e tentativi di vendercela come ammorbante crossmedialità dalle tinte finto-omo, penso, dicevo, che in questo momento occorra anche far proposte che avvicinino e creino nuovi spettatori e dialoghino con il nostro tempo senza filtri ma anche senza furberie.
Renzo Francabandera, PAC

[…] Sesto lavoro di Carrozzeria Orfeo, Thanks for Vaselina è un piccolo capolavoro sulle ipocrisie della società contemporanea e i falsi contesti strutturali di cui è pervasa. Uno spettacolo di un’ora e mezza che sa unire il cinismo con l’aspettativa di un sentimento d’amore ormai lontano e perduto, dove lo spettatore è travolto da una comicità ironica e tagliente, frammista a momenti di grande drammaticità, e la deriva delle anime sembra il contesto in cui una società senza più autentici valori è destinata a involversi. Uno spettacolo intenso, tagliente come il vetriolo, un monito che può trasformarsi in corso propedeutico per un’aspirante umanità.
Claudio Elli, Puntoelineamagazine.it

La manomissione delle parole e dell’informazione, la violenza della politica, il potere religioso, le sette religiose, le nuove religioni, i corsi spirituali, i corsi di autostima, i corsi di seduzione. Le false diete e i falsi prodotti biologici, le finte manifestazioni, il finto impegno civile, il finto buonismo. “Thanks for Vaselina”, l’ultimo lavoro dell’autore varesino Gabriele Di Luca, è l’affresco di tutto questo mondo, di un sottobosco di umanità allo sbando rappresentato con toni esilaranti e con un linguaggio volutamente volgare e colorito da una compagnia di giovani e bravi attori. Un’esperienza da non perdere.
Rita Fenini, Panorama.it

[…] La regia corale è impeccabile, il cast sorprendente per la capacità di mutare continuamene registro recitativo ma, ci perdonino gli altri attori, siamo rimasti affascinati in particolar modo da Beatrice Schiros nei panni di Lucia, la madre di Fil, per la sua potenza espressiva e lo strizzare l’occhio alle grandi protagoniste della commedia italiana degli anni ’50 e ’60, in particolare a Franca Valeri. A lei l’onere di pronunciare la memorabile battuta finale che scatena minuti di applausi ininterrotti.
Silvana Costa, Persinsala.it

Carrozzeria di Orfeo ancora una volta ci conduce nei meandri di una realtà fatta di esseri umani sconfitti, abbattuti, abbandonati, rifiuti dell’umanità. Orfeo scende negli inferi, in cerca di Euridice, in cerca di un po’ di umanità […] Un’ora e mezza vola si resta immersi in un mondo fatiscente affascinati dalla bravura degli interpreti e dalla loro capacità di dare corpo ai malesseri quotidiani. La regia di gruppo, evidente frutto di una relazione sinergica di Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti, Alessandro Tedeschi, produce un buon impatto visivo coeso, tutto in un territorio scenico continuamente minato da colpi di scena e cambiamenti di prospettiva. La musica di Massimiliano Setti, penetra, coinvolge, affascina ci conduce in un mondo emotivo fatto di solitudini e note solitarie, brani che sottolineano emozioni.
Angela Villa, Dramma.it

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